E se...
“E SE”
Bel modo di iniziare mi direte,
ma la ragione per cui oggi voglio iniziare così è il momento che sto passando. Guardando
i miei appunti ho trovato questo scritto fatto circa un mese fa a “SCRIVERE DI
SE”.
E se… quante volte mi sono posto
questa domanda. Quando mi ritrovavo di fronte alla vita a dover prendere
decisioni, fare scelte non avendo nessun riferimento, nessun vecchio saggio a
cui attingere il giusto. Allora si fa
forte quella sensazione d’impotenza, di paurosa inconsapevolezza “e se”.
Mi trovo spesso al tiro a segno
con la mia anima, e punto verso quel bersaglio della vita sperando che la mira
sia giusta. Spesso sbaglio mira e quei “e se” rimbombano come macigni caduti nella
valle dell’eco, ma sono sicuro che le mie scelte (anche se sbagliate) servono
per crescere.
Parafrasare il BENE e il MALE mi
serve per capire, se non esistessero i due opposti non riuscirei a capire la
differenza, se non esistessero gli opposti certamente mi perderei su un deserto dove tutto è uguale fin dove
l’occhio si perde non avendo consapevolezza che il giusto spesso si scontra con
l’ingiusto in un apogeo dove regna il tutto.
“E SE” la mia vita non fosse così, “E SE” io non fossi così, non farei parte essenziale dell’esistenza stessa.
“E SE” la mia vita non fosse così, “E SE” io non fossi così, non farei parte essenziale dell’esistenza stessa.
Il meglio il peggio dov’è? cos’è?
una domanda che spesso mi rivolgo ma di risposte non ne ho!
Sarebbe troppo facile aver
risposte a tutto. La vita non sarebbe più vita, la gioia non gioia, il dolore (che
mi fortifica) non sarebbe dolore. Se dovessi non ascoltare il mio cuore, la mia
anima, l’anima della coscienza, io non esisterei e ci sarebbe il nulla accanto
a me. Spesso quando le difficoltà sembrano superare quella soglia della
sopportazione mi nasce spontanea una preghiera: “se ho sbagliato dammi la serenità di accettarne le
conseguenze, aiutami a cambiare quelle scelte sbagliate, dammi la tua saggezza
nel distinguerle”.
“E SE”, un’indefinibile labirinto
della vita dove il filo di Arianna non basta, dove il noto e l’ignoto sempre si
scontrano dividendosi in pezzi più o meno grandi la mia vita.

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