Do re mi


Do re mi, sono le prime tre note della scala musicale.
Con le altre si possono far melodie ancestrali, può dare calore, gioia, libera l’istinti, ti fa danzare, socializzare, ti permette di cancellare (per quell'istante, le brutture della vita, ti mette in comunicazione con te stesso togliendo quei freni inibitori che spesso ci condannano a star fermi in un’apatia dovuta ad una condizione che la vita sociale ti impone.

Sto pensando che siamo in periodo NATALIZIO dove si fanno REGALI. Dove il nostro cuore scoppia di gioia. Dove corrono i ricordi. Dove bisogna trovare le parole giuste, ricordarsi di tutti, anche chi fu conosciuto in un’estate lontana. Donare donandosi.
Succede a volte che ci struggiamo pensando che di sicuro manca qualcuno, quella sensazione forte nel voler a tutti i costi ricordare.
Poi arrivano quelle melodie di Natale che ti danno piacere, quelle note sapientemente incastonate per far scoppiare il cuore di gioia di riflessioni profonde nell'attimo in cui ci troviamo a tu per tu con la nostra anima e tirarne le somme (spesso è difficile se l’inventario con noi stessi non è onesto profondo sincero), ammettendo che a volte, le nostre mancanze sono così vistose da vergognarci, da far girare la testa dall'altra parte. 
Spesso con le melodie che si sentono in questo periodo ci fanno pensare che se io ho torto, gli altri mi sapranno perdonare. Ma l’amaro che rimane in bocca acidifica la volontà magari di fare il primo passo per rimuovere il rimorso.
Ma come succede, demandiamo ad altra occasione di chiedere perdono "del misfatto del non fatto", per pianificare la rabbia che in quell'istante ci ha fatto perdere valori da imparare e da apprendere della vita altrui, la quale sarebbe stata una lezione d’imparare e da condividere per la semplice voglia di migliorare ad affrontare nuove sfide con l’esperienza avuta posseduta dalle altrui esperienze.


Perché ho voluto raccontare l’importanza delle note? Perché questa riflessione?
Sono andato in un luogo dove le note ti corrono dentro il cuore, nascono spontanee da quel cantico dovuto ad onore di chi (non per scelta) le loro canzoni non le cantano più. In quel posto di silenti pensieri, di ricordi che affiorano d’improvviso, in quel posto, la storia che si rinnova, la rivolta dell’anima che pace non ha.
Solo la melodia allieva quel dolore mai cancellato, ma solo assopito quando del mondo si fa ancora parte. 
Ho scrutato quelle fotografie che hanno fermato per l’eternità quell'espressione di dolore e gioia che mai più potranno invecchiare, dove il tempo non corrode più le carni, l’anima che sovrasta per sempre sul male.

Nell'infinito d’un attimo/
Nel rumore del silenzio/
In quel canto d’incantato spirito/
Volge il pensiero l’anima e il cure/
Il cantico della vita va/ Do re mi…


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