PARLO ASCOLTO COMPRENDO
Le parole dette a volte senza senno feriscono ti abbattono l'anima lasciando l'amaro in bocca. Se poi queste non hanno un senso, non hanno fondamento e vengono scagliate contro solo per pura voglia di far male, allora ti accorgi che non sai difenderti da esse, perché non essendo veritiere, non ci sono appigli a cui affidarti per dare contro ad esse.
Spesso la rabbia si sfoga in miseri spropositi gratuiti che non hanno ne capo ne coda. Ma io mi chiedo quando il veleno sgorga dalla bocca di stolti individui che pro gli rimane?
Che mera soddisfazione cova in quell'animo vuoto?
La razionalità l'amor proprio che fine fanno?
Valori e coscienza di chi vuol gratuitamente ferire sono poi in pace fra loro?
Oppure dopo il danno, nascono quei dubbi che lacerano l'essenza di vita?
Non so questo: non so rispondere. Le ferite si fanno in un secondo ma per guarire ci vuole molto tempo, tempo che si potrebbe adoperare per coltivare momenti felici di vita per arricchire l'anima di cose buone, riempiendo quel baule di valori di conoscenza di consapevolezza di essere; avere una valigia di cose utili per il viaggio della vita.
Parlare senza essere ascoltati, brutta sensazione, mi è successo che intavolavo discorsi (anche profondi) accorgendomi di non essere ascoltato, forse perché l'argomento annoiava non erano di spessore tale per cui chi mi ascoltava si dissociava, da quello che era il mio pensiero.
Da parte mia ascolto con attenzione chi mi parla perché so il valore dell'ascolto quell'affinità per cui chi mi si rivolge sta estrapolando magari il male che a dentro ( per lui importantissimo e di peso insopportabile). Io ascolto senza dare consigli, ma il solo fatto che ascoltando ho donato quel poco di serenità, il mio scopo è stato raggiunto. Ho accresciuto il mio bagaglio d'esperienza altrui che servirà a me nel momento del bisogno, ingrandendo il mio personale orizzonte cogliendo nuovi colori della vita.
Spesso la rabbia si sfoga in miseri spropositi gratuiti che non hanno ne capo ne coda. Ma io mi chiedo quando il veleno sgorga dalla bocca di stolti individui che pro gli rimane?
Che mera soddisfazione cova in quell'animo vuoto?
La razionalità l'amor proprio che fine fanno?
Valori e coscienza di chi vuol gratuitamente ferire sono poi in pace fra loro?
Oppure dopo il danno, nascono quei dubbi che lacerano l'essenza di vita?
Non so questo: non so rispondere. Le ferite si fanno in un secondo ma per guarire ci vuole molto tempo, tempo che si potrebbe adoperare per coltivare momenti felici di vita per arricchire l'anima di cose buone, riempiendo quel baule di valori di conoscenza di consapevolezza di essere; avere una valigia di cose utili per il viaggio della vita.
Parlare senza essere ascoltati, brutta sensazione, mi è successo che intavolavo discorsi (anche profondi) accorgendomi di non essere ascoltato, forse perché l'argomento annoiava non erano di spessore tale per cui chi mi ascoltava si dissociava, da quello che era il mio pensiero.
Da parte mia ascolto con attenzione chi mi parla perché so il valore dell'ascolto quell'affinità per cui chi mi si rivolge sta estrapolando magari il male che a dentro ( per lui importantissimo e di peso insopportabile). Io ascolto senza dare consigli, ma il solo fatto che ascoltando ho donato quel poco di serenità, il mio scopo è stato raggiunto. Ho accresciuto il mio bagaglio d'esperienza altrui che servirà a me nel momento del bisogno, ingrandendo il mio personale orizzonte cogliendo nuovi colori della vita.
Quando invece mi sento ascoltato ed ascolto si crea quell'alchimia,
fra cuore ed anima che ti fa volare in nuovi punti spunti di vita
che impreziosiscono il valore delle parole di sentimenti puri
facendo avvinghiare quel filo sottile che ci accomuna e ci rende diversi
dal semplice istinto di sopravvivenza.
Sono certo che il pensiero tramutato in parole, siano esse denigratorie,
il non saper ascoltare, ascoltare con silente rumore,
sono espressioni di pragmatismo
nel quale trasportare pensieri in azioni di positiva vita.
Concludo con questo pensiero di Georg Hegel:
"Chi ascolta attentamente l'autentica voce del cuore
e della coscienza è illuminato della sua verità"
(GEORG HEGEL)

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