RICORDO DI RICORDI LONTANI
La sete del voler capire, imparare, anche se sottratto dal mio mondo. Immagini di quel fanciullo seduto sul banco che sembrava immenso, nel suo essere di legno traspariva la sua vena intrisa di mille parole di scritti a volte indecifrabili consunti dal tempo e da chi prima di me ne fu lo scolaro. Fervida correva la mia immaginazione la voglia di capire comprenderne il senso. Quel ricordo s’annebbia nel momento in cui voglio ricordare, mi salgono le lacrime d’un ricordo sbiadito un po’ dal tempo, un po’ dovuto dalla sofferenza dalle lacrime che a volte cadevano assieme all’ inchiostro di quel calamaio pieno, nero, pauroso, la fatica che facevo per dosarlo nel canotto d’un pennino che spesso non collaborava con la conseguenza che la stanghetta, le O, le cornicette tanto faticose, ne uscivano ...