Bestia Nera

Tutti abbiamo la nostra bestia nera, solo che la maggior parte riesce a tenerla a bada.
Ero a RADIO PALAZZO CARLI qualche sera fa, ospite a ERIKA UNA BARCA DI SPERANZA, con noi c'era anche una ragazza splendida d'animo di cuore d'aspetto Giulia, che ha scritto un libro per esorcizzare la bestia e rendere la sua testimonianza per chi sta percorrendo quella pericolosa via la sua bestia nera si chiama ANORESSIA.

La dolcezza traspariva dal suo volto, come traspariva la sua "SOFFERENZA" tanto erano contrastanti i suoi sentimenti che non si riusciva a separare le due cose e vedere dove finiva la felicità e dove finiva la tristezza, lo sconforto per quel vissuto assieme ad una bestia nera che tale la aveva sovrastata.


Nel mio trascorso ho vissuto quei momenti in cui la bestia si fa grande più grande di noi ci assale, ci smembra, ci distoglie dal ragionamento, dal razionale, dal giusto, dall'essere uno come si deve.
Ecco che allora quando si tocca il fondo d'un barile oramai vuoto, quando speranze illusorie si dissipano in venti così forti che tolgono respiro e vista arriva quel istinto legato a fatti o persone o parole dette che fanno scattare la stessa molla dell'irrazionalità, alla razionalità che accende per noi quel lumino chiamato speranza, chiamato voglia di vivere che con il suo calore ci abbraccia donandoci la forza di reagire iniziando un forte faticoso recupero verso la luce combattendo la bestia nera per rinchiuderla nella sua gabbia. 
       


Nasce così una poesia tratta dal mio libro
"FRAMMENTI DI LUCE NEL BUIO"
Tempo di ordinaria pazzia/ 
Di quel tempo che fugge via/
Del perso nel ricordo, nel pensiero, attento a tener a bada la mia “BESTIA NERA”/
Che di difficile da domare, comandare senza perdere quella concentrazione che serva per quel che faccio. Quella ruota di mulino in me che gira , quando il fiume ne raggiunge le pale e lento scende verso la sua meta, il mare/
Nel suo costante lento girare/
Mi fa macinare sogni ,ricordi , obiettivi mai raggiunti e perduti per sempre/
La detestante voglia di fare , di cambiare , anche se ci provassi non ho lo spazio dovutomi ne il tempo permessomi/
Quella strana voce che più spesso mi chiama /
Conoscendo il mio nome la dove non c’è nessuno a cui io rispondo/
Chiedendomi chi è /
 Ma di risposta ho solo il suo ripetere il mio nome /
Allora quella ruota di mulino s’inceppa , si ferma, ferma il mio andare
 e quel ramo causa di tutto, incagliato nella ruota della mia vita
 diventa un’ ostacolo difficile da superare nel mio rancore/
Dove la mente si perde inabissandosi su paludosi ricordi/
 Quel campo fiorito , lontano ancora è, non ne sento l’essenza, 
non ne vedo i colori e quella coltre di nebbia s’inabissa nel mio profondo.
 Nell’anima!

 “TEMPO DI ORDINARIA PAZZIA”

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