Meditiamo parte quarta
………………….parte quarta………
Se l’umanità non abbatte quel muro fatto di filo spinato per
ferire, non andremmo da nessuna parte, essendo occupati a guardarci le spalle
ad ogni nostro passo e considerare l’altro un nostro potenziale boia, il nostro
assassino, vivendo in un budello di paura e diffidenza.
Non siamo più liberi, non lasciamo più che i nostri
sentimenti, la nostra spontaneità sia più tale, lasciando che il tarlo
dell’odio mangi tutti quei sentimenti buoni dentro di noi, lasciandoci soli in
buie caverne incolori.
Credo che tutto questo accada perché non ci si rende più
conto che la vergogna, l’avversione verso il male, pian piano sta scomparendo
dal nostro animo.
Ora tutto è concesso e se tale non è ce lo prendiamo a
discapito dell’altro, ci poniamo come Dei Onnipotenti, Onniscienti, ma non lo
siamo, spesso ce lo dimentichiamo, ci dimentichiamo di essere niente in
confronto dell’universo.
Quando la totale distruzione è vicina forse ci accorgeremmo di quel che abbiamo
fatto, che la via del ritorno (alle origini) ci è del tutto preclusa.
Non si ha più via di scampo, i nostri sentimenti più nobili
e sinceri ci sputeranno in faccia, ci ripagheranno del male che noi abbiamo
fatto loro.
Di segni che premuniscono questa catastrofe ci sono, si
fanno sentire, come uragani che aumentano la loro forza, ma nello stesso tempo
ci mette a disposizione il treno della salvezza che noi immancabilmente
perdiamo credendo che se noi non ci siamo lui ci aspetti.
Non è affatto così!
Non saremo più sicuri in nessun luogo, non avremmo più casa,
saremmo in una perenne ricerca d’un posto sicuro che non esisterà più,
perderemo le nostre identità, i nostri valori, la capacità di discernere il
bene dal male.
…………………..continua
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