Meditiamo parte quinta

…………parte quinta……..


In un mondo così saremmo solo dei morti viventi, dei mostri vacanti, fino a quando inesorabilmente non arriverà la nostra fine.
Riflettiamo ora che siamo ancora in tempo prima d’arrivare alla stazione del non ritorno, teniamoci per mano e facciamo una catena che tanga unito il mondo.
Liberiamoci da tutti quelli stereotipi che disgregano.

Riappropriamoci dei nostri sentimenti nobili, curiamo la pianta della razionalità innaffiamo il nostro amor proprio e quello altrui, concimiamo bene il tutto con molta tolleranza, affinché l’equilibrio distrutto e lasciato morire possa (come la Fenice) risorgere più forte e radicato con radici spesse che possano sovrastare le radici del male.
Ridiamo fiato all’amore universale, all’unione globale del bene, alla gioia di vivere in serenità, vedere con occhi nuovi nuove albe e nuovi tramonti lasciando il buio alla notte che ci doni il riposo.
Dobbiamo ritrovare il coraggio delle nostre azioni delle nostre emozioni, quelle sane e vere.
Rientriamo nella retta via dove non esistano più gli agnelli sacrificali per ideali falsi ed ingiusti.
Prendiamo coscienza dei nostri sbagli, per favorire la bilancia delle cose positive togliendo il respiro a quelle negative.
Soltanto per poter vivere bene e non per altro che fuorvia dal giusto.
Ridiamoci la speranza che l’oggi sarà meglio del ieri.
Riprendiamo ad amarci senza vincoli ne veti.

VIVIAMOCI OGNI DI’.




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